Ferragosto in campagna

 

Quando da bimbi si è vissuto in campagna e calpestato l’erba dei prati, dormito nei boschi, sorpreso l’uccello nel nido e bevuto nelle giumelle le acque vive e correnti, si è profumati di poesia per tutti gli anni che ci restano.

(M. F. Sauvage)

 

Trascorrere l’estate in campagna, evitando il caos ferragostano dei lidi vacanzieri: più che un’idea, un’opportunità. La campagna offre molteplici occasioni per potersi ritemprare sia nel corpo che nello spirito. Innanzitutto l’aria pura, del tutto priva di smog. E poi una full immersion nella natura, dove a regnare è un silenzio rotto solo dai suoni tipici delle aree rurali: il cinguettio degli uccelli, il sussurro delle foglie che ondeggiano al ritmo della brezza, il canto incessante dei grilli e delle cicale. I colori, in campagna, sono più accesi; il cielo più terso, i sapori più intensi. L’alba e il tramonto segnano l’inizio e la fine di ogni giornata. La campagna si vive con tutti i cinque sensi; dall’olfatto che capta gli aromi della terra, il profumo dei fiori e delle piante bagnate di rugiada, al gusto, che si rigenera attraverso i tipici sapori locali.

 

 

La campagna è un’oasi di relax, un’ode alle piccole cose che ci riempiono di stupore. Il rapporto con il tempo si modifica, i minuti si dilatano. Si riscoprono piaceri come il mangiare insieme all’aria aperta, una passeggiata in cerca di more, un libro letto davanti al tramonto mentre si è distesi su un prato. Il sorgere del sole è annunciato dal canto del gallo, che invita a vivere seguendo nuovi ritmi e una nuova consapevolezza. Le uscite notturne non contemplano luci al neon, ma un cielo cosparso di stelle.

 

 

In campagna non c’è traffico, non si fanno file, scompare la baraonda cittadina. Lo sguardo spazia tra l’azzurro del cielo e il verde circostante, soffermandosi su una gamma infinita di colori: il rosso dei papaveri, il viola della lavanda, l’oro del grano…La natura la fa da padrone.

 

 

L’atmosfera idilliaca favorisce la riconnessione con se stessi e amplifica le emozioni. La campagna, dunque, rappresenta una meta estiva ideale: per chi rifugge dal chiasso, dalle località alla moda, dalle spiagge sovraffollate. Per chi punta a riscoprire la gioia di assaporare cibi genuini, seguire ritmi lenti e ripristinare il valore della convivialità con la comunità locale.

 

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Lavanda, il colore di Maggio

 

Lavanda blu,
lavanda verdolina
quando sarò re,
tu sarai regina.
(Filastrocca)

 

E’ un colore che rimanda ai campi sconfinati della Provenza, a quelle vaste distese in fiore che colleghiamo subito alla bella stagione. Il lavanda è il colore di Maggio, e di Maggio possiede tutte le caratteristiche: simboleggia la rigogliosità della natura, la spiritualità, la serenità, la raffinatezza. Si dice che il suo profumo sia un calmante naturale, che la sua vista favorisca la meditazione. Osservare un campo di lavanda, non a caso, è un po’ come ammirare l’infinito. Legata al chakra del terzo occhio, la lavanda stimola l’intuito, il raccoglimento e l’ispirazione. Da sempre viene associata all’eleganza e alla femminilità, ma per gli antichi popoli aveva anche un vantaggio speciale: era un fiore di buon auspicio, che attirava la fortuna e allontanava la negatività. Per il linguaggio dei fiori, la lavanda è un emblema di devozione e di purezza: profumato di lavanda, infatti, era l’intero corredo della sposa. Nelle serate più inoltrate di Maggio, al tramonto, persino il cielo può assumere delle splendide sfumature color lavanda, una tonalità piuttosto fredda e quasi magica di viola.

 

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Ultima neve

 

Un afflusso di aria artica ha cominciato a sferzare l’Italia, provocando un brusco calo delle temperature e abbondanti nevicate. Sebbene domani sia l’Equinozio di Primavera, l’Inverno regna sovrano; i fiocchi di neve cadono fitti, le montagne sono già imbiancate. Un manto candido e soffice ricopre i prati, i boschi, le radure ad alta quota. L’aria è pungente, cristallina. Il gelo sembra purificare ogni cosa. Eppure, nonostante questa irruzione di freddo polare, il cambio di stagione rimane ben visibile e non tradisce le aspettative. Lo notiamo di sera, al tramonto, quando le cime innevate si stagliano contro il cielo viola di Marzo: un preludio incantevole di Primavera. Buona giornata a tutt* con la nuova photostory di MyVALIUM.

 

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Viola, il colore di Febbraio

 

Omaggio al viola, colore del mese di Febbraio. Questa nuova rubrica, al suo debutto, celebrerà le tonalità simbolo dei dodici mesi dell’anno. Cominciamo con il secondo, associato a una pietra preziosa come l’ametista: il quarzo viola di cui è composta ha fatto sì che sia una delle più utilizzate in gioielleria dal 2379 a.C. Il mese di Febbraio, dunque, può vantare un colore e una gemma che sfoggiano la stessa nuance. Il viola, ottenuto dalla mescolanza del blu e del rosso, viene da sempre connesso al potere, al prestigio, ma anche al mistero, al divino e al misticismo; in periodi penitenziali come la Quaresima e l’Avvento, è il colore dei paramenti liturgici utilizzati dalla Chiesa Cattolica. Nel Medioevo, quando in chiesa predominava il viola non c’erano dubbi: iniziavano i giorni di penitenza. Sulle città e sui villaggi calava il silenzio, ogni spettacolo era probito. I teatranti dovevano interrompere la loro attività e prepararsi ad affrontare un lungo periodo di ristrettezze. Vi siete mai chiesti perchè per la “gente di teatro” il viola porta sfortuna? Per capirne il motivo, bisogna risalire a quei tempi. Ma il viola è anche associato alla sontuosità dei re, che indossavano abiti tinti di questo colore, e poi alla sapienza, all’apertura al cambiamento spirituale. Nella Bibbia il Sommo Sacerdote veste di viola, e non dimentichiamo che il rosso e il blu simbolizzano Cristo e la sua natura divina.

 

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Febbraio

 

“Che ti mormora il sangue negli orecchi e alle tempie
quando è là di febbraio che nel bosco
ancora risecchito corre voce
d’una vita che ricomincia.”
(Mario Luzi)

 

Caratteristiche

Comincia Febbraio, e quest’anno conterà 28 giorni. E’ noto per essere il mese di San Valentino, del Carnevale, ed è l’ultimo mese interamente invernale. La natura è immersa nel torpore, ma manca poco al suo risveglio: le temperature si mitigano e il tramonto arriva sempre più tardi. Tuttavia, chi ama la Primavera farebbe meglio a non cantare vittoria troppo presto; Febbraio,  in tema di maltempo, può ancora riservarci delle brutte sorprese.

Storia

Fu l’ultimo mese, con Gennaio, ad essere annesso al Calendario Romano: per gli antichi romani, infatti, l’Inverno non aveva mesi. Dato che l’anno iniziava a Marzo, si chiudeva proprio con Febbraio. Spetta a Numa Pompilio, il secondo re di Roma, l’aver inserito in calendario quelli che oggi rappresentano il primo e il secondo mese dell’anno. Febbraio proviene dal latino “februare”, “purificare”: in quel periodo avevano luogo i rituali di purificazione che onoravano il dio Februus e la dea Febris.

Segni zodiacali

Fino al 18 Febbraio il Sole si trova nel segno dell’Acquario, dal 19 in poi in quello dei Pesci.

Ricorrenze

Si comincia con la Candelora, il 2 Febbraio, commemorazione della presentazione di Gesù al Tempio, per proseguire con San Valentino, la festa degli innamorati celebrata il 14 Febbraio. Il Carnevale ha un inizio variabile interconnesso alla data della Pasqua; quest’anno, quello di Venezia comincerà il 14 Febbraio coincidendo con San Valentino. Il Mercoledì delle Ceneri, invece, precede la prima domenica di Quaresima.

Colore

Il viola, tonalità mistica e spirituale, viene considerato il colore di Febbraio: un omaggio al suo mistero, alla sua ambivalenza. Febbraio è un po’ sacro e un po’ profano: da un lato la Quaresima, il digiuno, la preghiera, la penitenza; dall’altro il Carnevale con i suoi bagordi, i balli sfrenati e le maschere irriverenti.

Pietra preziosa

La gemma del mese è una pregiatissima varietà di quarzo viola, l’ametista, molto amata sin dall’epoca di Alessandro Magno. Gli antichi Greci la associavano a Dioniso, il dio del vino, in virtù del suo colore; secoli orsono veniva reputata una pietra dai poteri magici, in grado di accrescere l’intuito e l’intelligenza di chiunque la indossasse.

 

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Settembre, il look del mese

 

Omaggio all’ametista, colore del mese di Settembre, con un look che lo esalta in modo divino: la gonna è lunga, fluttuante, a vita alta, composta da balze e increspature. Impreziosita dal tessuto di raso, sprigiona eleganza e lucentezza con un’impronta vagamente gipsy. La sua nuance, oltre che una gemma, rievoca un succoso grappolo di uva matura. E dato che siamo in epoca di vendemmia, il riferimento non è puramente casuale. Il viola simboleggia l’intensità dell’Autunno, è un preludio all’indistinta cupezza del nuovo ciclo stagionale. Considerata una tonalità magica, misteriosa, ipnotica, si collega a tutto ciò che è spirituale; favorisce il contatto con il nostro io più profondo e le nostre emozioni. La lunga gonna viola viene abbinata a un giacchino dagli accenti scintillanti che si apre sulla pelle nuda: tinto di squarci di blu e marrone, sembra richiamare i rami degli alberi che, ormai privi di foglie, si stagliano contro il cielo della sera.

 

 

Il look è firmato Fely Campo, un brand leader nel mondo del bridal e degli abiti da cerimonia fondato in Spagna, a Salamanca, nel 1997. Fely Campo, direttore creativo e fondatrice del marchio, nel corso degli anni ha dato vita anche a una linea di prèt-à-porter di lusso che viene presentata alla Mercedes Benz Fashion Week di Madrid. I codici stilistici di Fely Campo coniugano un impeccabile savoir faire artigianale con l’attenzione alla durabilità, qualità e raffinatezza dei capi. La ricerca costante di nuove forme e nuovi tessuti è finalizzata alla creazione di abiti che esaltano la femminilità e la sicurezza della donna che li indossa.

 

Mirtilli di luna

 

“E quando si fece viola
la sera in luce diffusa,
passò un giovane recando
rose e mirtilli di luna.”

(Federico García Lorca, dalla poesia “La bimba dal dolce viso”)

 

La violetta, un preludio di Primavera

 

E’ il fiore di Febbraio per eccellenza: la violetta, o viola mammola, o mammola semplicemente, appartiene alla famiglia delle Violaceae e il suo nome botanico è Viola Odorata. Fiorisce quando l’Inverno è prossimo alla fine, annunciando i primi indizi di Primavera nei prati, lungo i fiumi e nelle radure dei boschi. Essendo una viola selvatica, predilige le zone ombreggiate e umide poichè resiste al freddo intenso. Ciò non toglie che ami anche il sole, i cui raggi rendono ancora più vivida la sua tonalità di viola. Ha un profumo inconfondibile, la corolla composta da cinque petali: due puntano verso il cielo, i rimanenti tre verso terra. Le foglie, a forma di cuore, sono di un verde luminoso. La viola selvatica, inoltre, ha una marcia in più rispetto a molti altri fiori: è edibile e vanta proprietà curative. Ricche di vitamina A e C, le sue foglie favoriscono l’eliminazione delle tossine e vengono utilizzate come verdure o insieme alle insalate e alle minestre. Con i suoi fiori, invece, si preparano dolcissimi sciroppi aromatizzanti e coloranti alimentari. Le virtù antinfiammatorie rendono l’infuso di Viola Odorata perfetto per i malanni da raffreddamento. Non dimentichiamo, poi, che l’inebriante profumo della violetta è contenuto in una delle più celebri fragranze italiane: tutto ebbe inizio quando Maria Luigia D’Asburgo, seconda moglie di Napoleone, divenne Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla nel 1816. A Parma, il profumo delle mammole affascinò la Duchessa al punto tale da spingerla a chiedere ai frati del Convento della Santissima Annunziata di prepararle un’essenza che lo contenesse. I frati furono ben lieti di esaudire il desiderio di Maria Luigia, e realizzarono un profumo, la “Violetta di Parma”, ad esclusivo uso della Duchessa. La formula della fragranza, custodita gelosamente dai frati, rimase segreta fino al 1870, quando venne comunicata a Luigi Borsari dai religiosi stessi. L’imprenditore, allora, pensò di commercializzare la “Violetta di Parma” destinandola al grande pubblico: la racchiuse in flaconi raffinatissimi, preziosamente decorati, che tuttora la rendono uno dei profumi più richiesti e iconici del Made in Italy.

 

 

Per omaggiare la viola selvatica, un preludio del risveglio della natura, voglio concludere questo post con una nota poesia di Ada Negri (1870-1945): “Le violette”, questo il suo titolo, è inclusa nella raccolta “Vespertina” pubblicata nel 1936.

Le violette

Anche quest’ anno andrai per violette
lungo le prode, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai: che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: «Domani è primavera.»
Ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò
per violette – ché passò il mio tempo –
lungo le prode, nel febbraio acerbo.»
Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventan ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esili corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.
O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.

 

Foto: AnRo0002, CC0, da Wikimedia Commons

 

Febbraio

 

Che ti mormora il sangue negli orecchi e alle tempie
quando è là di febbraio che nel bosco
ancora risecchito corre voce
d’una vita che ricomincia.
(Mario Luzi)

 

Benvenuto al mese di Febbraio, dal latino “februare” ovvero “purificare”: nell’ antica Roma, infatti, a Febbraio si svolgevano i Lupercalia, dei riti di purificazione in onore di Febris, una dea alla quale venivano attribuite speciali virtù guaritrici. Le celebrazioni, che culminavano il 14 Febbraio, con l’avvento del Cristianesimo furono soppiantate dalla festa di San Valentino. E’ curioso sapere che Febbraio cominciò a esistere solo nel 713 a.C., con Numa Pompilio: il calendario romano iniziava a Marzo e i latini reputavano l’Inverno una stagione priva di mesi. Quando Numa Pompilio aggiunse Gennaio e Febbraio, assegnò a quest’ultimo solo 28 giorni – quanti ne bastavano per concludere l’anno. Origini del mese a parte, quel che è certo è che a Febbraio, pur essendo ancora pieno Inverno, iniziano a palesarsi indizi che preannunciano l’arrivo della Primavera. Le giornate si fanno più lunghe, i raggi del sole risplendono sul candore della neve. Sbocciano i primi fiori: il bucaneve, il crocus, i ciclamini. Gli uccelli acquatici popolano i laghi e gli stagni, la linfa risale a poco a poco dalle radici degli alberi e prende il via la cosiddetta “migrazione di ritorno”. Il canto dei volatili è ogni giorno più frequente, le cinciarelle vanno alla spasmodica ricerca del posto ideale in cui nidificare. Sono solo tracce, dettagli quasi impercettibili, che lasciano presagire la svolta imminente del cambio di stagione. Febbraio è un mese costellato di ricorrenze: il 2 Febbraio si celebra la Candelora (che commemora la presentazione di Gesù al Tempio), il Carnevale raggiunge il suo culmine (quest’anno Giovedì e Martedì Grasso cadranno, rispettivamente, l’8 e il 13 Febbraio), San Valentino scalda i cuori degli innamorati e nel 2024 coinciderà con il Mercoledì delle Ceneri.  I segni zodiacali del mese sono l’Acquario e i Pesci, il colore è il viola, la pietra preziosa è l’ametista: conosciuta anticamente come una delle cinque gemme cardinali (le altre sono il rubino, il diamante, lo zaffiro e lo smeraldo), sfoggia nuance che spaziano dal lavanda al prugna passando per magiche gradazioni di indaco.

 

 

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