A mio padre

Io e mio padre negli anni ’70

Sono passati quasi due anni da quel tristissimo 18 Settembre del 2024. Due anni, eppure sembra solo ieri. Quel dolore straziante è ancora vivo. Prima di allora, non avevo mai avuto un incontro così ravvicinato con la morte. Ricordo di averti tenuto tra le braccia chiamandoti, accarezzandoti il viso, mentre tu eri inerme. Quasi non potevo, o non volevo credere che te ne fossi andato via per sempre. Che non mi avresti più risposto, che non avremmo più scherzato insieme…Che non sarei più scesa di sotto ogni notte, nel tuo appartamento, per misurarti la saturazione e controllare se andava tutto bene. Ma oggi, nel giorno della Festa del Papà, voglio pensare a te nei tuoi anni migliori. Quelli felici della giovinezza, della famiglia, dei sogni e delle passioni. Ho decine di video dove ti intervistavo e tu, già centenario, mi raccontavi della tua infanzia, dei lunghi mesi passati in Brasile, di una Fabriano che non esiste più. Posso sintetizzare la tua vita in frammenti di ricordi, in un pot-pourri di forti emozioni: la mamma, Emilia, che hai perso quando avevi solo 5 anni (lei ne aveva 27), un dolore che ti ha accompagnato per tutta la vita e ha tramutato tua madre in una figura mitica, una sorta di dea.

 

Papà da bambino circondato dalle donne, tutte riunite attorno a una macchina da cucire. Ci sono anche la zia Pina (la seconda da sinistra) e la mamma Emilia (la seconda da destra)

Poi la vita in famiglia, cresciuto da tuo padre, allora troppo indaffarato con gli affari, ma soprattutto da sua sorella Giuseppina, che era poco più di un’adolescente. E il viaggio in Brasile, raggiunto in nave dopo non so quanti giorni, in cerca di una vita diversa e più appagante: avevi pressappoco 20 anni e la testa piena di sogni e di speranze giovanili. Però, non molto tempo dopo, la nostalgia ti ha catturato e sei voluto ritornare in Italia: dalla terra dei carioca hai portato dei piccoli coccodrilli imbalsamati, una lingua (il portoghese) che sembra cantata e il ricordo di un amore che non ha potuto seguirti. Non hai mai dimenticato il suo nome.

 

 

Caro papà, figlio dei ruggenti anni ’20 che adorava la musica, il tip-tap e i film con Ginger Rogers e Fred AstaireDisciplinato e al tempo stesso un po’ viveur, eri giovanissimo quando è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale e ti sei dato anima e corpo alla famiglia dopo aver sposato mia madre, che aveva dodici anni meno di te.

 

Papà nel giorno del suo matrimonio (è quello con gli occhiali scuri). In primo piano la sposa, mia madre, a braccetto con il padre Marino

Ma a quei tempi ti sei dedicato anche alla tua più grande passione, l’insegnamento: non è un caso che, in città, tutti ti conoscano ancora come “il maestro”. Era l’epoca in cui raggiungevi le scuole di campagna in Vespa, poi con la tua leggendaria 500 bianca;  l’epoca in cui hai iniziato a insegnare nel collegio del Monastero di San Silvestro, sul Monte Fano, un’esperienza che hai custodito nel cuore fino agli ultimi giorni di vita.

 

Papà diretto al Monastero di San Silvestro con la sua mitica 500 bianca (sullo sfondo).

Ti ricordo affettuoso e protettivo durante la mia infanzia, a volte un po’ collerico, ma incapace di portar rancore; sensibile, amante della cultura e della bellezza. Nei miei anni “teen” gli scontri tra noi erano frequenti: dopotutto, quella è l’età in cui per la psicanalisi vanno “uccisi” simbolicamente i propri genitori. Non accettavi le mie scelte, il mio percorso di studi, anche se oggi realizzo che avevi ragione. Un flashback: noi due insieme in campagna, ai “Monticelli”, con l’immancabile radio per ascoltare la musica che amavi tanto. Una passeggiata lungo un sentiero prima di arrivare a una radura che ai miei occhi, avrò avuto 4 anni, era il salone di un meraviglioso castello dove i principi e le principesse organizzavano un ballo spettacolare.

 

Io durante la passeggiata ai Monticelli. La foto è stata scattata da mio padre. 

Quella mattina siamo stati benissimo: scherzavi, mi hai scattato tante foto, eravamo sereni. C’era un’armonia tra noi che con il tempo, con il passar degli anni, non è mai svanita. La dimostrazione di un affetto che a volte non coglievo appieno a causa del tuo rigore. Ma ho capito ben presto che è proprio grazie ai tuoi insegnamenti, alla resilienza e al senso della disciplina che mi hai inculcato, che io sono qui, fiduciosa  e stoica nonostante tutte le battaglie della vita.  Caro papà, ti voglio tanto bene.

 

 

Le nuove scoperte sui benefici del caffè: scopriamole in 5 punti

 

Il caffè fa bene o male? Oggi possiamo avvalorare con certezza la prima ipotesi. Studi recenti hanno divulgato i benefici aggiuntivi che apporta il caffè, se ovviamente consumato non oltrepassando le tre, al massimo quattro tazzine al giorno. Il caffè, insomma, è un nostro alleato in termini di benessere a tutto campo. Nel 2026, molte sono state le nuove scoperte relative alle proprietà della bevanda. E una di queste riguarda persino la longevità: ebbene sì, il caffè sembra essere una sorta di elisir di lunga vita dalle molteplici risorse. Approfondiamole concentrandole in cinque punti.

 

 

1. I benefici per le funzioni cognitive

Grazie alla caffeina e ai composti bioattivi che contiene, il caffè è in grado di proteggere il cervello, aumentare la concentrazione e migliorare la memoria a lungo termine. Gli studi hanno evidenziato come un consumo regolare di caffè, portentoso per la salute neuronale, possa ridurre il rischio di contrarre un gran numero di patologie neurovegetative.

 

 

2. I benefici per la longevità

Conosciamo più o meno tutti le virtù degli antiossidanti e l’importanza del loro ruolo per mantenerci in salute. Bene: il caffè è ricco di polifenoli, dei potenti antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo e i danni causati dai radicali liberi, come l’invecchiamento cellulare. Al tempo stesso, gli antiossidanti contenuti nel caffè svolgono un’efficace azione antinfiammatoria, combattendo l’infiammazione cronica di basso grado che sta alla base di diverse patologie.

 

 

3. I benefici per il sistema cardiovascolare

I polifenoli del caffè svolgono un’azione preziosa anche nei confronti del sistema cardiovascolare: influiscono sul metabolismo dei lipidi, agendo sull’assorbimento epatico del colesterolo e sulla sintesi dei trigliceridi. Ciò ha un effetto preventivo per lo sviluppo dell’aterosclerosi, una condizione che può sfociare in conseguenze molto gravi come l’ictus e l’attacco cardiaco.

 

 

4. I benefici per il metabolismo

Il caffè ha il potere di accelerare il metabolismo; inibisce enzimi quali l’alfa-amilasi diminuendo l’ assorbimento dei carboidrati complessi, il che contribuisce a scongiurare i picchi glicemici e di insulina dopo i pasti. L’efficacia del caffè è stata dimostrata anche nei confronti del diabete di tipo 2, che è in grado di tenere a distanza.

 

 

5. I benefici per l’intestino

Alcuni di noi attribuiscono al caffè delle lievi proprietà lassative. In realtà, i polifenoli hanno la proprietà di agire positivamente sul macrobiota intestinale e sulla sua composizione, riducendo eventuali infiammazioni. Un altro mito da sfatare: il latte versato nel caffè non vanifica le proprietà dei polifenoli, anzi; è stato dimostrato che può potenziarlo. L’unione dei polifenoli del caffè con gli aminoacidi del latte raddoppia l’azione benefica di cui è dotata questa straordinaria bevanda. Solo un consiglio: non esagerate con il latte per evitare di rendere la miscela poco digeribile.

 

Foto di Faruk Tokluoğlu via Unsplash

 

“Ora di stelle”, una poesia di Federico Garcia Lorca

 

Il silenzio rotondo della notte
sul pentagramma
dell’infinito.

Me ne vado nudo per la strada
carico di versi
perduti.
Il nero, crivellato
dal canto del grillo,
ha questo fuoco fatuo,
morto,
del suono.
Questa luce musicale
che lo spirito
intuisce.

Scheletri di farfalle a mille
dormono nel mio recinto.

C’è una giovinezza di brezze pazze
sopra il fiume.

(da “Libro de Poemas”, 1921)

 

Neve marzolina

 

Chi l’avrebbe detto? Mancano solo quattro giorni all’Equinozio di Primavera ma, a sorpresa, è ritornata la neve. Pare che la responsabile sia  una perturbazione arrivata dalla Scozia, dapprima attiva sull’Italia nord-occidentale e poi, via via, diretta anche verso sud. In regioni come il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Liguria e la Lombardia la neve è già caduta, ma dalle alte vette iniziali si è spostata a 500-600 metri di altezza. Il manto nevoso, in alcune zone, ha raggiunto persino il mezzo metro. Nella giornata di ieri, svariate regioni sono state interessate dallo stato di allerta della Protezione Civile: arancione per la Liguria, la Lombardia, la Calabria e la Sicilia, gialla per la Valle d’Aosta, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Puglia e la Basilicata. Si prevedono precipitazioni abbondanti, rovesci e temporali accompagnati da un vento sferzante, e non di rado da grandinate. Questo inatteso colpo di coda dell’Inverno non andava trascurato: è per questo che ho voluto dedicargli la nuova photostory di MyVALIUM.

 

Foto via Unsplash

 

Celeste, il colore di Marzo

 

Il celeste è il colore della semplicità, che illumina ciò che più s’avvicina all’essenziale.
(Fabrizio Caramagna)

Il colore di Marzo è il celeste, una tonalità primaverile che rispecchia quella del cielo terso nelle prime giornate assolate. I pittori lo ottengono mescolando il bianco a una minima quantità di blu, intensificando quest’ultimo fino a raggiungere la sfumatura desiderata. Ma il celeste di cui sto parlando, che vira all’azzurro polvere ed è una cromia fredda e intrisa di fascino, viene creato aggiungendo una punta di lavanda, o violetto di cobalto, al bianco e al blu oltremare: la sua preparazione già ne anticipa l’incanto. Che cosa simboleggia il celeste? E’ un colore che si associa alla serenità, alla calma, alla purezza, ma anche alla spiritualità: non è un caso che la religione cattolica l’abbia scelto come tonalità emblematica della Vergine Maria; il celeste rappresenta la trascendenza, l’infinito, la divinità. Anche gli angeli sono simbolicamente legati al celeste, e così il Paradiso, definito infatti “la Casa Celeste”. Questo colore esprime un senso di pace e favorisce la meditazione. Per la cromoterapia è in grado di ridurre lo stress, contrastando l’ansia e l’insonnia. Nel mondo, non sono poche le culture che collegano il celeste alla fortuna e alla purificazione. Potremmo considerarlo una tonalità “interiore”, associata all’intuito, all’empatia e all’armonia che viene da dentro. A Marzo, inoltre, sbocciano molti fiori di un celeste più o meno intenso: basti pensare al myosotis, conosciuto come “nontiscordardime”, al giacinto (la variante celeste è quella che fiorisce per prima), all’iris, alla bellevalia dubia, all’anemone blanda blue. Dulcis in fundo, anche la moda elegge il celeste, o meglio l’azzurro polvere, a colore di tendenza in assoluto della Primavera 2026.

 

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5 cereali perfetti per la prima colazione

 

Una colazione sana è fondamentale per iniziare la giornata con il piede giusto. Ma quali sono gli alimenti che dovremmo consumare di prima mattina? Innanzitutto i cereali, meglio se integrali: apportano alte dosi di energia, donano un senso di sazietà e sono benefici per l’apparato cardiovascolare e digerente. Optiamo per prodotti privi di zuccheri aggiunti e non processati, in modo che possano mantenere tutte le loro proprietà. Eh già, perchè i cereali sono ricchi di fibre, vitamine e minerali, un mix senza alcun dubbio super salutare. Un esempio? Tra le vitamine maggiormente presenti troviamo quelle del gruppo B, tra i minerali lo zinco, il ferro e il magnesio. Su come consumare i cereali non c’è che l’imbarazzo della scelta: versandoli nel latte, nello yogurt o nel kefir, oppure con la macedonia…Se poi siete in cerca di qualche consiglio rispetto a quali cereali scegliere, ve ne suggerisco cinque qui di seguito.

 

 

L’avena

Perfetta per preparare il porridge, vanta una lunga serie di proprietà. Abbonda di beta-glucani, fibre solubili che apportano innumerevoli benefici: riducono il colesterolo LDL, contribuiscono a mantenere in equilibrio il livello di zuccheri nel sangue, fungono da prebiotici favorendo la salute intestinale e rafforzando il sistema immunitario. L’avena, inoltre, è ricca di proteine e ha un indice glicemico molto basso, il che la rende ancora più sana.

 

 

Il grano saraceno

E’ uno pseudocereale, non un cereale in senso stretto, ma è super nutriente e ricco di virtù. Non contiene glutine, ed è una vera e propria miniera di magnesio, potassio e aminoacidi essenziali, fondamentali per la salute dell’organismo. Tra le sostanze più preziose che racchiude troviamo la rutina, un antiossidante che svolge un’azione estremamente benefica nei confronti dei vasi sanguigni e del microcircolo. Anche il grano saraceno, come l’avena, vanta un basso indice glicemico; in più, è un potente antinfiammatorio naturale.

 

 

Il farro

E’ disponibile in due versioni: soffiato o a fiocchi. Il farro soffiato è voluminoso e croccante, quello a fiocchi si ottiene dai chicchi cotti al vapore e pressati, che quindi esibiscono una forma piatta. Il farro, consumato già nella Roma antica, contiene un gran numero di sostanze benefiche: vitamine del gruppo B, fibre, minerali quali il magnesio…E’ molto nutriente e una fonte di costante energia.

 

 

Il muesli e la granola

Sono molto conosciuti, ma è meglio optare per le versioni più sane possibili di questi prodotti: spesso, infatti, vengono arricchiti di sciroppi e zuccheri aggiunti. Consistono in un mix di cereali, semi e frutta secca, ma tra il muesli e la granola sussistono alcune differenze: il muesli, privo di zuccheri aggiunti, contiene noci, semi, frutta essiccata e cereali integrali, ma non è sottoposto a cottura; la granola, invece, composta da noci, frutta secca e cereali integrali, viene cotta in forno e arricchita, generalmente, con del miele o dello sciroppo d’acero. Al palato risulta croccante e molto più dolce rispetto al muesli. Dal punto di vista dei benefici, sia il muesli che la granola sono una preziosa fonte di carboidrati e omega-3, gli acidi grassi polinsaturi essenziali di cui la frutta secca abbonda.

 

 

I corn flakes integrali

Acquistarli integrali permette di gustare una versione più sana, non raffinata del prodotto: la parte esterna del chicco viene mantenuta, apportando dosi massicce di fibre e micronutrienti. Ideali per chi ama i cereali croccanti, nutrono all’insegna della leggerezza e forniscono un’eccellente quantità di energia.

 

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Primavera 2026: il trionfo dei colori pastello anche nel make up

 

La Primavera 2026 è un’esplosione di colori pastello anche nel make up: rosa, giallolilla, pesca e verde menta sono le tonalità che trionferanno con l’arrivo della nuova stagione. Accanto ad esse si collocano cromie più intense e vivide, ma in full color, che esploreremo prossimamente. Nel frattempo, concentriamoci sul caleidoscopio di gradazioni oniriche che accompagnerà la transizione tra Inverno e Primavera.

 

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“Per quanto sta in te”, una poesia di Konstantinos Kavafis

 

Per quanto sta in te
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

(da “Cinquantacinque poesie”, Einaudi, Torino, 1968)

 

Still life: indizi di primavera

 

Fiori: tanti, come se piovesse. Dei più svariati tipi e colori: dai giacinti alle margherite, dai narcisi ai lillà, dalle viole ai tulipani. E poi, un tripudio di bacche di biancospino, rametti di mandorlo e uova, supremi simboli di rinascita. Sono questi i soggetti di uno still life di primavera, piccoli ma incantevoli indizi della stagione del risveglio. Sembra un controsenso parlare di natura morta quando tutto, a Marzo, è un’ode alla vita. Eppure, proprio lo still life possiede la portentosa capacità di cogliere l’attimo, di cristallizzare il bello in un preciso istante. Di immortalare creature animate e inanimate amplificandone la meraviglia.

 

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