Le Frasi

 

“Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale, che dietro a chi scrive ci debba essere necessità di scrivere, libertà, autenticità, rischio. Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile.”

(Pier Paolo Pasolini)

 

Hippie Beach

 

L’estate è vita all’aria aperta, contatto con la natura, libertà…con la brezza marina che scompiglia i capelli e l’andirivieni delle onde che, scandito da un ritmo ciclico e antichissimo, invita a un nuovo rendez-vous con il mare. A un anno esatto dal Sessantesimo della Summer of Love, che a San Francisco, all’insegna del motto “Love and Peace”, convogliò una miriade di giovani hippie, torna il post che MyVALIUM dedica ogni anno alla moda, agli ideali e alle suggestioni del movimento dei “figli dei fiori”.

 

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21 Giugno, Solstizio d’Estate: i proverbi che la cultura agreste ha dedicato alla stagione calda

 

Il sole, il vento leggero, il candore degli asfodeli, l’azzurro crudo del cielo, tutto lascia immaginare l’estate, la dorata gioventù che copre allora la spiaggia, le lunghe ore sulla sabbia e la dolcezza improvvisa delle sere.

(Albert Camus)

 

Domani, alle 10.24, l’estate farà il suo ingresso ufficiale. Sarà il giorno più lungo dell’anno. Con il Solstizio d’Estate, il Sole sancisce il suo trionfo: raggiunge il massimo splendore, la somma luminosità. Il termine “solstizio” deriva da solstĭtĭum, che in latino fonde “sol” (sole) con “sistere” (fermarsi). L’estate ha inizio proprio quando l’astro infuocato, nel Tropico del Cancro, giunge allo zenit, dove culmina: il punto di declinazione massima nel suo percorso apparente lungo l’ellittica. Gli antichi popoli hanno sempre celebrato la potenza solare, attribuendole la capacità di creare dei campi energetici sulla superficie terrestre e laddove sorgevano complessi megalitici come Stonehenge. Anche i tipici falò del Solstizio venivano accesi per incrementare la forza del Sole: fuochi, ruote infuocate fatte rotolare giù per le colline e fiaccolate rappresentano tradizioni che accomunano molte culture. Il fuoco purificava, allontanava le entità maligne e la mala sorte; essendo il Solstizio una fase di transizione, il velo tra il mondo tangibile e quello soprannaturale si squarciava lasciando libero accesso agli spiriti dell’oscurità. Per approfondire queste e molte altre usanze legate all’arrivo dell’estate, vi rimando a questo link. Oggi vorrei soffermarmi, invece, sui proverbi dedicati alla stagione calda.

 

 

Per la cultura agreste, i mesi estivi erano cruciali: rappresentavano il periodo di punta del raccolto, quello in cui la natura raggiunge l’apice della rigogliosità. In estate si miete il grano, si raccoglie un’abbondante quantità di frutta e di verdura. Ma in estate fa anche molto caldo, un dettaglio che nei proverbi non viene tralasciato. L’afa, nei detti popolari, è presente sotto un duplice aspetto: da un lato la libertà di fare a meno del fuoco e della legna per scaldarsi, dall’altro il malessere causato dal caldo intenso, che toglie le forze e impedisce di “faticare” nei campi. Naturalmente, il rischio della siccità non è di poco conto. La mancanza di piogge rappresenta un gran problema sia per la sopravvivenza del raccolto, che degli animali; un anno di duro lavoro può essere reso vano da qualche settimana di arsura. L’estate, in sintesi, era un periodo dell’anno estremamente importante per le comunità rurali; la stagione che evidenziava maggiormente il profondo legame tra  l’esistenza delle popolazioni agresti e i cicli naturali.

 

 

Chi canta d’estate balla d’inverno.

 

 

L’estate è la madre dei poveri.

 

 

Chi imita la formica durante l’estate, non va a chieder pane in prestito durante l’inverno.

 

 

Se l’estate non estateggia l’inverno non inverneggia.

 

 

Sereno d’inverno e nuvolo d’estate duran quanto le serve ritornate.

 

 

L’estate produce e l’inverno consuma.

 

 

Nel bel mezzo dell’estate, state lontani dalle donne e dai cani arrabbiati.

 

 

D’inverno il pazzo aspetta le rose e d’estate il savio le coglie.

 

 

L’estate per lavorare e l’inverno per dormire.

 

 

L’estate di santa Caterina, dura dalla sera alla mattina.

 

 

D’inverno a letto o al fuoco, d’estate a spasso e al gioco.

 

 

Non c’è estate senza mosche.

 

 

Chi vuol provar le pene dell’inferno faccia il fornaio d’estate e il muratore d’inverno.

 

 

Calda e umida l’estate, fredda e asciutta l’invernata.

 

 

A quattro cose non prestar fede: sole d’inverno, nuvole d’estate, amor di donna e discrezione di frate.

 

 

Triste quell’estate, che ha saggina e rape.

 

 

Il prudente compra d’estate il suo cappotto per l’inverno.

 

 

D’inverno piove sempre e d’estate quando Dio la manda.

 

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“25 Aprile”, una poesia di Giuseppe “Pino” Bartoli

 

L’importante è non rompere lo stelo 
della ginestra che protende 
oltre la siepe dei giorni il suo fiore. 
C’é un fremito antico in noi 
che credemmo nella voce del cuore 
piantando alberi della libertà 
sulle pietre arse e sulle croci. 
Oggi non osiamo alzare bandiere 
alziamo solo stinti medaglieri 
ricamati di timide stelle dorate 
come il pudore delle primule: 
noi che viviamo ancora di leggende 
incise sulla pelle umiliata 
dalla vigliaccheria degli immemori 
Quando fummo nel sole 
e la giovinezza fioriva 
come il seme nella zolla 
sfidammo cantando l’infinito 
con un senso dell’Eterno 
e con mani colme di storia 
consapevoli del prezzo pagato 
Sentivamo il domani sulle ferite 
e un sogno impalpabile di pace 
immenso come il profumo del pane 
E sui monti che videro il nostro passo 
colmo di lacrime e fatica 
non resti dissecato 
quel fiore che si nutrì di sangue 
e di rugiada in un aprile stupendo 
quando il mondo trattenne il respiro 
davanti al vento della libertà 
portato dai figli della Resistenza.

(dalla raccolta “Il fiore della libertà. Poesia e Resistenza”)

 

Bianco

 

In Inverno il bianco è neve, brina, ghiaccio cristallino. In Primavera il bianco è luce, mandorli in fiore, arbusti di biancospino, magnolie stellate dalle chiome come nuvole…Non esiste altro colore che possa associarsi più divinamente alla luminosità. Aprile è il mese giusto per ricominciare a vestire di bianco, per vivere con spensieratezza le giornate che si allungano sera dopo sera. Naturalmente, il bianco andrebbe accompagnato a uno stile sfolgorante e radioso, ma soprattutto che sa di libertà. Perchè rinascere (così come fa ad Aprile la natura) significa anche liberarsi della corazza che ci rendeva prigionieri, abbandonare la zavorra che ci impedisce di crescere e di cambiare. Rinascere è germogliare, non permettere al passato di ingabbiarci. Rinascere è abbracciare il mutamento, un’evoluzione continua. E il bianco, come una pagina ancora tutta da scrivere, rappresenta il colore dei nuovi inizi. E’un reset vitale che ci consente di ricominciare ogni volta da zero.

 

20 Marzo, Equinozio di Primavera

 

Primavera dintorno
brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì ch’a mirarla intenerisce il core.
(Giacomo Leopardi, da “Il passero solitario”)

Sta arrivando la Primavera, la gioia è nell’aria. La bella stagione entrerà ufficialmente alle 15.46. Oggi, come succede ad ogni Equinozio, le ore di luce e quelle di buio avranno pari durata. Ma a poco a poco la luce avrà la meglio e le giornate saranno sempre più lunghe. Nell’armonia odierna, in questo equilibrio perfetto di chiarore e oscurità, c’è una nuova promessa: la natura si risveglia, il clima si fa mite, gli animali escono dal letargo. E anche noi cominciamo a trascorrere più tempo all’aria aperta, complice il ritorno del sole. La Primavera è una stagione di apertura, porta con sè l’ebbrezza e il senso di libertà dopo i rigori invernali. I fiori sbocciano, la campagna si riempie di colori e di profumi. L’intimità e l’introspezione tipiche della stagione fredda lasciano spazio all’allegria, alla voglia di rinascita. C’è il desiderio di aprirsi al mondo, di rinnovare la propria vita, di innamorarsi…La Primavera si lega all’alba, quando il sorgere del sole e il cielo luminoso sconfiggono le tenebre e sanciscono il preludio di un nuovo inizio. Buon Equinozio di Primavera a tutt* voi.

 

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Capodanno 2026: il tempo come spazio mitico

 

“Quando ci poniamo di fronte all’antichità e la contempliamo con serietà nell’intento di formarci su di essa, abbiamo il senso come di essere solo allora diventati veramente uomini.”
(Johann Wolfgang Goethe)

 

E se per salutare il nuovo anno scegliessimo un abito che parla di antichità? Un abito d’altri tempi, dal mood fiabesco, non privo di accenti di magia. In questo post ve ne propongo qualcuno, immortalato nella location incantata per eccellenza: un bosco d’inverno, quando la terra è brulla e il cielo grigio velato di foschia. L’idea è controcorrente; andare incontro al nuovo, al futuro, al 2026, esibendo un’eleganza riferita a secoli orsono. In realtà, il messaggio che tutto ciò veicola è di grande libertà:  allenta il vincolo con il concetto di tempo, rendendolo simultaneamente uno spazio mitico dove passato, presente e futuro si fondono in modo ciclico, in un’altra dimensione, e l’attestazione di un passato fattosi eterno.

 

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Freedom parte 3: boho on the beach

 

Quelli che non si muovono, non si accorgono delle loro catene.
(Rosa Luxemburg)

Terza parte, seppur dilazionata nel tempo, di una photostory memorabile di MyVALIUM: “Freedom”, “libertà”, intrisa di reminiscenze hippie e inneggiante a un’emancipazione che spaziava dalle atmosfere estive all’era post-pandemica. Oggi riprenderemo il tema dell’estate, diluendo i riferimenti hippie a favore di un boho più contemporaneo e immortalato in un ambiente ben preciso, la spiaggia. La spiaggia vista come terra di mezzo, spazio che collega la terraferma e il mare; un luogo di transizione, un tragitto obbligato per chiunque desideri salpare. Salpare nel concreto o tramite l’immaginazione. L’importante è muoversi, evolvere, andare avanti, progredire…con il corpo o con la mente fa lo stesso. Perchè, proprio come disse Rosa Luxemburg, “Quelli che non si muovono, non si accorgono delle loro catene”.

 

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Tra Terra, Sabbia e Mare

 

Sabato 7 giugno, temperatura massima 31 gradi. E’ tempo di togliere le scarpe, di affondare i piedi nella sabbia e immergerli nel mare in cerca di frescura. Tutti gesti che ci emancipano dalle costrizioni quotidiane e ci permettono di assaporare l’indipendenza estiva. Il contatto con elementi come la Terra e l’Acqua è rigenerante, e ripristina energia tramite l’assorbimento della carica elettrica presente in natura: vengono riattivate l’armonia e l’“elettricità” interiore che ci è necessaria a vivere in piena consapevolezza a contatto con il creato. Ho pensato di celebrare questo istante con una photostory, la prima dell’estate.

 

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March Mood

 

Marzo, aria di Primavera. Gli alberi fioriscono, i prati si riempiono di margherite. La natura rinasce, la sera arriva sempre più tardi. Aleggia un’atmosfera eterea, onirica e sognante. Un idillio bucolico tesse le lodi della vita campestre mentre, a piedi nudi, assapori un nuovo senso di libertà.

(Foto di Tatiana Zayceva via Pexels)