La perla, “gioiello vivo” dal fascino senza tempo

 

Le perle sono frutto del mistero e dell’avventura: chi segue la carriera di una perla raccoglie tanto materiale da trarne cento favole.
(Karen Blixen)

 

Esiste una gemma che non passa mai di moda: è un gioiello senza tempo, elegante, versatile affascinante. Ma è soprattutto un gioiello “vivo”, perchè prende vita dall’ostrica; quindi, da un organismo vivente. Sto parlando della perla, la cui unicità la rende preziosa e ricercata sin da tempi immemorabili. Le perle hanno diverse forme: a quella sferica, indubbiamente la più nota, si affiancano strutture irregolari (dette barocche), ovali, a goccia. Tuttavia, non esiste una perla uguale a un’altra. Anche i colori differiscono: il classico bianco si alterna al crema, al melanzana, al grigio, al rosa e al nero. Un esempio di perla nera è la perla di Tahiti, proveniente dalla Polinesia francese e venduta a prezzi esorbitanti. Le perle vengono suddivise in categorie che indicano la loro provenienza: le perle d’acqua dolce, originate da un mollusco chiamato cozza perlata, sono rintracciabili nei fondali di laghi, stagni e fiumi; le perle d’acqua salata, prodotte dalle ostriche, privilegiano l’immensità degli oceani e dei mari, ma le si trova anche nelle lagune.  Altre distinzioni riguardano la tipologia delle perle, che possono essere naturali o coltivate (le pregiatissime perle Akoya, quelle di Tahiti e le South Sea sono tutte d’acqua salata e vengono coltivate, rispettivamente, nelle acque del Giappone, in Polinesia e nei Mari del Sud). La valutazione viene fatta in base alla lucentezza, il requisito principale; la superficie dev’essere “specchiata” e riflettere la luce in modo intenso. Non meno importanti risultano la forma della perla, meglio se sferica, priva di imperfezioni, e il colore, preferibilmente uniforme e cangiante. Le perle di grandi dimensioni sono considerate di maggior valore. La perla, insomma, è il gioiello perfetto, ideale per le occasioni formali e informali: si abbina all’abito da sposa e ai look più disparati con la stessa naturalezza.

 

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Gioielli d’Autunno

 

“Ah, che sensazione ti dà tenere in mano un diamante! E’ come stringere un pezzo di luna.”
(Anna Magnani)

Gioielli: luminosi, minimali, opalescenti. Durante i mesi freddi l’oro predomina, ma scintilla con discrezione. E si abbina di sovente alle perle e ai loro iridescenti bagliori.

 

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Luglio e i suoi proverbi

 

Luglio, in campagna, è il mese della trebbiatura. Dopo che il grano è stato mietuto, si procede alla separazione dei chicchi dalla paglia. Il sole picchia forte, i campi si riempiono di rotoballe: quei giganteschi rotoli di fieno pronto per essere dato in pasto agli animali da allevamento. Le balle di fieno, udite udite, possono pesare dai tre ai dieci quintali. E non è molto, considerando che tra i golosi di fieno troviamo gli ovini, i bovini, gli equini, ma anche i conigli e i cincillà. Bisogna distinguere tra fieno e paglia: solo il primo, infatti, è un alimento; la seconda viene utilizzata esclusivamente come lettiera. Gli agricoltori realizzano le rotoballe a partire dal mese di Giugno, poi le immagazzinano e se ne servono per nutrire gli animali durante l’anno, soprattutto in periodi scarsi di cibo come l’inverno. Questa premessa sul mondo agricolo non è casuale: tutti i proverbi del mese di Luglio, come spesso avviene, ruotano attorno alle attività agresti. Scopriamo insieme questi detti, vere e proprie perle di saggezza popolare.

 

 

Luglio poltrone porta la zucca col melone

 

 

Se non fa caldo di Luglio e di Agosto, sarà tristo il mosto

 

 

Presto la pioggia suol venire a noia, ma in Luglio è un ricco dono e apporta gioia

 

 

Quando Luglio è molto caldo, bevi molto e tienti saldo

 

 

Se piove tra Luglio e Agosto, piove miele, olio e mosto

 

 

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini in Luglio

 

 

In Luglio è ricca la terra, ma povero il mare

 

 

A Luglio gran calura, a Gennaio gran freddura

 

 

Quando Luglio è ardente, miete lesto

 

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Osare: un make up che stupisce

 

Sorprendere, sbalordire, meravigliare: il make up per iniziare il nuovo anno adotta questi principi basilari. Strascichi di magia natalizia si declinano in un tripudio di perle, paillettes e strass; le cromie si mescolano tra loro dando vita ad una tavolozza di colori onirici e surreali. Finish scintillanti, laminati e glitterati si sfidano a colpi di luminosità. Eyeliner in abbondanza, finte lentiggini a miriadi e texture glow inneggiano all’audacia, ad una sfrontatezza che non passa inosservata. Stupire diventa un imperativo, osare una regola che non conosce eccezioni.

 

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Tempo d’incanto

 

Perle, colori iridescenti, boccoli, pizzi e volant: nel mese della rosa il look si fa onirico e bamboleggiante. Nuance luminose quali il bianco e il panna si coniugano con jabot, increspature e polsini svolazzanti, le ballerine si tingono di azzurro polvere e si accompagnano ai calzettoni. Il make up è fiabesco, meravigliosamente sognante: pozze di turchese costellate di perle e fiocchi ornamentali, lunghe ciglia e labbra golose come un lecca lecca. Le perle diventano un vero e proprio leitmotiv del look, declinate anche sotto forma di gioielli e di splendido accessorio per capelli. Maggio è tempo d’incanto, e un’eleganza eterea lo pervade con la stessa soavità di un fiore.

 

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“Canzone di Marzo”, la poesia che Giovanni Pascoli dedica al terzo mese dell’anno

 

Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride: sorriso che brilla
su lunghe parole.

Le serpi si sono destate
col tuono che rimbombò primo.
Guizzavano, udendo l’estate,
le verdi cicigne tra il timo;
battevan la coda sul limo
le biscie acquaiole.

Ancor le fanciulle si sono
destate, ma per un momento:
pensarono serpi, a quel tuono;
sognarono l’incantamento.
In sogno gettavano al vento
le loro pezzuole.

(Giovanni Pascoli)