L’arco floreale: tra meraviglia e sostenibilità

 

Chi lo associa solo allo scenario di una cerimonia nuziale non è aggiornato: l’arco di fiori è l’ultima tendenza in fatto di decorazione del giardino e di arredo urbano. La sua struttura, generalmente in legno o metallo trattato, è pensata per sostenere un tripudio di fiori e piante rampicanti. Tra i più scenografici troviamo la rosa, il glicine, la passiflora, il falso gelsomino e la clematide, eterogenei nei colori ma tutti profumatissimi. E quando arriva la primavera, gli archi garantiscono un impatto visivo spettacolare: donano a qualsiasi spazio verde un’aura di magia, permettendo di godere dell’immensa meraviglia della natura in fiore. Di solito sono concepiti in diverse forme, spaziano dall’arco puro e semplice ai tunnel passando per i pergolati. Possono accompagnare un sentiero, fungere da portale per determinate aree del giardino, suddividere spazi o creare delle zone ombreggiate. Il risultato sarà invariabilmente incantevole, un’esplosione di profumi e colori da cui lasciarsi ammaliare.

 

 

Archi e pergolati intensificano il contatto con la natura, favorendo un benessere visivo, olfattivo e mentale. Lavorando sulla verticalità degli spazi, offrono il vantaggio di raddoppiare il verde e le aree fiorite. L’effetto fiabesco è assicurato: passando sotto queste strutture floreali, si ha la sensazione di trovarsi nel giardino di un antico castello; da un momento all’altro potrebbero spuntare una fata o un’eterea principessa.

 

 

Lo scopo principale degli archi è unire estetica e funzionalità, un po’ come avviene per l’arredo urbano. In città, infatti, hanno spesso lo scopo di decorare vie e viuzze creando angoli di autentico splendore floreale. Avete presente quelle cittadine, Spello ad esempio, dove i balconi, i vicoli, i davanzali e le scalinate del centro storico sono adornati di fiori? L’effetto che  perseguono gli archi e i pergolati è lo stesso. Non si tratta solo di un fattore ornamentale, bensì di un incentivo alla sostenibilità: le piante assorbono anidride carbonica e metalli sottili, mitigando il calore eccessivo e dando rifugio agli insetti impollinatori. Sfruttare la verticalità è dunque molto importante anche per gli spazi urbani, dove poter usufruire di aree verdi diventa un bisogno sempre più pressante. I fiori e le piante rampicanti assolvono perfettamente a questo compito, generando una preziosa combinazione di bellezza, arredo urbano ed ecosostenibilità.

 

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Fujimi, ovvero “ammirare il glicine”: il Giappone non è solo Hanami

 

In Giappone non esiste solo la contemplazione dei ciliegi in fiore. Tra Aprile e Maggio, nel Sol Levante, è anche tempo di Fujimi: un termine che deriva da “fuji” (glicine) e “mi” (guardare, ammirare). Avete capito bene, Fujimi significa “ammirare il glicine”, un fiore che in quanto a bellezza e spettacolarità non ha nulla da invidiare al sakura. Le sue cascate di fiori a grappoli in colori che spaziano dal viola al bianco, dal lilla al rosa, seducono all’istante. La loro tonalità più caratteristica è il viola, e sono in grado di creare magiche “tettoie profumate” grazie a strutture ad hoc. Le Wisteria (questo il nome botanico del glicine), infatti, sono piante rampicanti che si avviluppano a qualsiasi tipo di sostegno e possono raggiungere un’altezza nientemeno che di 20 metri. Non è un caso che il Wisteria Tunnel del Giardino Kawashi Fuji, situato nella città giapponese di Kitakyushu, sia diventato famoso in tutto il mondo. Addentrandosi in quella galleria, si passeggia sotto incantevoli “arcate” di glicine viola; il parco include 150 piante di Wisteria declinate in più di 20 specie.

 

 

Ma dove avviene, esattamente, il Fujimi? Il luogo di riferimento è l’Ashikaga Flower Park di Tochigi, a un paio d’ore di distanza da Tokyo. Qui ogni anno si tiene il Great Wisteria Festival, che inizia a metà Aprile per concludersi alla fine di Maggio. Quest’anno è cominciato il 12 Aprile e chiuderà i battenti il 18 Maggio, perciò affrettatevi se non volete perdervi un’esperienza che si rivelerà straordinaria a tutti gli effetti. Nell’Ashikaga Flower Park si possono ammirare 350 piante di glicine millenarie appartenenti a una ventina di specie: un’esplosione di fiori da rimanere senza fiato. I giapponesi accorrono al parco in massa per contemplare questo meraviglioso spettacolo: a conquistare sono soprattutto gli 80 metri di glicine che compongono un tunnel indimenticabile. Nel tunnel si cammina mano nella mano, si fotografa, ma più che altro si respira un’atmosfera fatata e profondamente romantica.

 

 

Il glicine del parco di Ashikaga è antichissimo, e le piante che lo circondano non sono da meno. Molti altri alberi pluricentenari, infatti, sono stati dichiarati patrimonio naturale del Giappone. A Ashikaga spicca un glicine che in molti ritengono abbia ispirato “L’ Albero della Vita” apparso nello sci-fi “Avatar”: la sua nuvola di fiori si espande per ben 1800 metri quadri.

 

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