Arancio, il colore del mese di Agosto

 

Agosto, il mese più eccessivo, scoppiettante e torrido dell’anno, non poteva che essere simboleggiato dall’arancio: il colore dei tramonti infuocati, della frutta più succosa, dell’entusiasmo associato ai giorni di vacanza. L’arancio, che unisce la potenza del rosso alla lucentezza del giallo, è una tonalità calda e solare. Non è un caso che si colleghi alla vitalità, all’energia, alla genialità creativa: è una cromia che stimola, ispira, mette in moto. L’arancio esplode di gioia e dinamismo. In natura è molto presente, come abbiamo detto. Pensate a fiori come la calendula, la clivia, la zinnia, la cerbera, la sterlizia. Persino nel linguaggio dei fiori l’arancio comunica allegria, ed è il colore ideale per inaugurare i nuovi inizi. Molti frutti dell’estate, i più benefici, quelli ricchi di carotene, esibiscono una bella sfumatura di arancio. E nella vita quotidiana ritroviamo questo colore nei cocktail, nei ghiaccioli, nelle spremute d’arancia.

 

 

Il significato psicologico dell’arancio

L’arancio è il colore del fare. Connette i piaceri della vita con il cuore e le emozioni. In cromoterapia ha una funzione energizzante, antidepressiva, invita a guardare alla vita con ottimismo e a godere appieno di ogni attimo dell’esistenza. L’arancio libera la mente dalle paure, combatte le inibizioni e i blocchi emotivi. Invita alla socializzazione, alla convivialità, al contatto umano. Ripristina (o regala) autostima e fiducia in se stessi. Le virtù del colore di Agosto affondano le radici in un concetto fondamentale: l’arancio si identifica con l’armonia, il perfetto equilibrio tra il corpo e l’anima. Il suo potente impatto visivo è in grado di placare la mente, arrestare l’overthinking e tramutare l’energia negativa in positiva.

 

 

L’arancio e il corpo

L’arancio profonde energia, ma non solo: è un toccasana per la circolazione sanguigna e si dice addirittura che abbassi la pressione. Funge da antispastico, rilassando la muscolatura e attenuando i crampi, promuove una respirazione regolare che contrasta i sintomi dell’ansia. Diversi studi hanno appurato che l’arancio stimola l’appetito, ma senza conseguenze allarmanti per chi è a dieta: nessun altro colore, se non l’arancio, è in grado di stimolare il metabolismo e favorire la digestione. Nell’antica tradizione spirituale induista, l’arancio è legato a Svadhisthana, il chakra (o centro energetico) della creatività, della sessualità, delle emozioni e della gioia di vivere. Ma attenzione: ciò non significa che spinga a lasciarsi sopraffare dai piaceri della vita. Al contrario, permette di dominarli e di gestirli con perfetto equilibrio.

 

 

L’arancio e i rapporti interpersonali

Abbiamo già detto che l’arancio stimola la socializzazione e la convivialità. Bisogna aggiungere che porta a rapportarsi con gli altri con empatia e generosità. Quindi è un colore “estroverso”, votato alle relazioni sociali e al mondo esterno. Niente di più pregnante quando si parla di Agosto, il mese che maggiormente favorisce, tra vacanze, viaggi e vita all’aria aperta, il contatto con il prossimo.

 

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Ferragosto in campagna

 

Quando da bimbi si è vissuto in campagna e calpestato l’erba dei prati, dormito nei boschi, sorpreso l’uccello nel nido e bevuto nelle giumelle le acque vive e correnti, si è profumati di poesia per tutti gli anni che ci restano.

(M. F. Sauvage)

 

Trascorrere l’estate in campagna, evitando il caos ferragostano dei lidi vacanzieri: più che un’idea, un’opportunità. La campagna offre molteplici occasioni per potersi ritemprare sia nel corpo che nello spirito. Innanzitutto l’aria pura, del tutto priva di smog. E poi una full immersion nella natura, dove a regnare è un silenzio rotto solo dai suoni tipici delle aree rurali: il cinguettio degli uccelli, il sussurro delle foglie che ondeggiano al ritmo della brezza, il canto incessante dei grilli e delle cicale. I colori, in campagna, sono più accesi; il cielo più terso, i sapori più intensi. L’alba e il tramonto segnano l’inizio e la fine di ogni giornata. La campagna si vive con tutti i cinque sensi; dall’olfatto che capta gli aromi della terra, il profumo dei fiori e delle piante bagnate di rugiada, al gusto, che si rigenera attraverso i tipici sapori locali.

 

 

La campagna è un’oasi di relax, un’ode alle piccole cose che ci riempiono di stupore. Il rapporto con il tempo si modifica, i minuti si dilatano. Si riscoprono piaceri come il mangiare insieme all’aria aperta, una passeggiata in cerca di more, un libro letto davanti al tramonto mentre si è distesi su un prato. Il sorgere del sole è annunciato dal canto del gallo, che invita a vivere seguendo nuovi ritmi e una nuova consapevolezza. Le uscite notturne non contemplano luci al neon, ma un cielo cosparso di stelle.

 

 

In campagna non c’è traffico, non si fanno file, scompare la baraonda cittadina. Lo sguardo spazia tra l’azzurro del cielo e il verde circostante, soffermandosi su una gamma infinita di colori: il rosso dei papaveri, il viola della lavanda, l’oro del grano…La natura la fa da padrone.

 

 

L’atmosfera idilliaca favorisce la riconnessione con se stessi e amplifica le emozioni. La campagna, dunque, rappresenta una meta estiva ideale: per chi rifugge dal chiasso, dalle località alla moda, dalle spiagge sovraffollate. Per chi punta a riscoprire la gioia di assaporare cibi genuini, seguire ritmi lenti e ripristinare il valore della convivialità con la comunità locale.

 

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“Aprile, dolce dormire”: i perchè del noto proverbio

 

Aprile, dolce dormire.

Questo proverbio lo conosciamo tutti molto bene. In realtà, come ci comunica anche Wikipedia, il detto si declina in tre modi diversi: “Aprile, dolce dormire e forte sospirare; i granai suono vuoti e le botti cominciano a suonare”; oppure, “Nel mese d’Aprile, aspro ragliare (degli asini che vanno in amore, ndr.) e dolce dormire”. O, ancora, “Aprile, dolce dormire, gli uccelli a cantare e gli alberi a fiorire”.

 

 

Il filo conduttore è chiaro, Aprile è il mese in cui dormire è “dolce”, riposante, qualcosa che dona serenità. Ma perchè accade tutto questo? Il proverbio sta dicendo la verità? Oggi lo scopriremo insieme.

 

 

“Aprile, dolce dormire”: vero o falso?

Non so voi, ma io ricordo che, quando ero bimba, con l’arrivo della Primavera venivo rimpinzata di vitamine e ricostituenti per affrontare il cambio di stagione. Il nostro organismo risente in modo particolare del passaggio tra la stagione fredda e la stagione calda. La debolezza, la mancanza di energia, sono elementi comuni nel mese di Aprile. Tutto ciò è normale, perchè il corpo si risveglia così come si risveglia la natura: con l’ora legale muta il ritmo cicardiano (legato al ciclo di sonno-veglia, alla regolazione della temperatura corporea e alla produzione ormonale),  il metabolismo si riattiva e cominciamo a “rivitalizzarci”, abbandonando il torpore invernale. Ma si tratta di un processo che non avviene velocemente. Convivere con la nuova condizione richiede qualche giorno di tempo.

 

 

La spossatezza, almeno inizialmente, è comune. E poi, appunto, c’è il ritmo cicardiano che varia significativamente: il nostro orologio biologico interno viene altamente influenzato dall’aumento delle ore di luce e dall’innalzamento delle temperature. Le giornate si spostano “in avanti”, perchè quando si allungano tendiamo a posticipare l’orario della cena e a svolgere attività fisica (passeggiate, corsa nel parco e così via) anche in tarda serata. Di conseguenza, andiamo a dormire a un’ora più avanzata rispetto a quella abituale. E notiamo che il maggior movimento favorisce l’addormentamento e un sonno più pesante.

 

 

L’influenza della luce

Ad Aprile, come abbiamo già detto, le ore di luce aumentano. I primi caldi, inoltre, rendono il sonno più frammentato. La melanina, un ormone prodotto dall’ipifisi che contribuisce a regolare il ritmo di sonno-veglia, comincia a calare, poichè la sua produzione viene incrementata con il buio e diminuisce con la luce. Il risultato? Ci sentiamo più stanchi, sentiamo il bisogno di recuperare il sonno in orari diversi. Magari di pomeriggio, con il rilassante canto degli uccelli in sottofondo. L’organismo, provato dai lunghi mesi di inattività invernale, al principio reagisce con pigrizia al risveglio primaverile. Poi però si adatta, soprattutto se stimolato da uno stile di vita sano e dal piacere di tornare a muoversi.

 

 

Cosa fare

“Sintonizzarsi” con la Primavera è fondamentale. Cerchiamo di non esagerare con le ore di sonno, di ripristinare un buon ciclo di sonno-veglia evitando di andare a letto troppo tardi. Mangiamo tanta frutta e verdura di stagione, cibi salutari, beviamo acqua in abbondanza per reintegrare i sali minerali. Fare attività fisica, poi, è un toccasana: passeggiate, jogging, running, nuoto, sono sport non eccessivamente impegnativi a cui possiamo tutti dedicare qualche ora di tempo. Perchè in Aprile dormire è dolce…a patto di non esagerare.

 

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Aprile è rifiorire

 

Aprile è rifiorire: approfittiamo dell’arrivo della Primavera per un restyling generale. E’ il momento giusto per ricominciare a dedicarci al benessere del nostro corpo, a un cambio di look. Via libera a massaggi, scrub purificanti, sali da bagno dal profumo inebriante, creme che levigano e idratano la pelle, ma anche a nuove essenze, un viso effetto “bonne mine”, un make up che inneggia al colore. Senza dimenticare l’attività fisica, adesso che il bel tempo lo permette: perchè alleggerirsi di qualche chilo non riguarda solo l’estetica, bensì la salute in toto; riduce il rischio cardiovascolare, previene il diabete e gli stati infiammatori, migliora la respirazione e aumenta l’energia.

 

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Picnic di Pasquetta

 

Il sole è tornato a splendere e forse, oggi, qualcuno di voi ne approfitterà per organizzare il tipico picnic di Pasquetta. Un’ottima idea: poter trascorrere questa giornata di festa in mezzo alla natura è senza dubbio benefico sia per il corpo che per la mente. Ma cosa mettere nel cesto delle vivande? I dolci pasquali tradizionali, innanzitutto, non possono mancare; anche perchè spesso si tratta di torte salate che si accompagnano ai cibi più disparati. Per il resto, l’ideale è puntare su pasti pratici, non troppo elaborati, che si trasportano facilmente e consumano velocemente. Ecco qualche spunto (lascio a voi la scelta delle bevande).

 

Torte, focacce e plumcake salati: perfetti sia da soli che seguiti o preceduti da altre vivande

 

Il tagliere con salumi e formaggi, tassativo per chi segue la tradizione

 

Pasta fredda o insalata di riso: un primo piatto pratico, nutriente e appetitoso

 

Frittata (se siete marchigiani, rigorosamente con la mentuccia), pomodori ripieni, insalata mista: tre pietanze versatili e gustose

 

Un dolce tipicamente pasquale a vostra scelta

 

E per concludere, macedonia o frutta di stagione. Come le fragole

 

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Cominciare bene la giornata: la routine del risveglio in 10 spunti

 

“Chi ben comincia, è a metà dell’opera”, recita un noto proverbio. E la saggezza popolare, come sapete, non sbaglia mai: iniziare con il piede giusto è fondamentale in qualsiasi settore della nostra vita. Anche appena svegli, per iniziare la giornata nel migliore dei modi possibile. Che cosa fare, dunque, a partire dal momento in cui la sveglia suona? L’ideale sarebbe creare una routine mattiniera altamente salutare e che apporti il massimo dell’energia. In questo articolo trovate una serie di spunti per “ben cominciare” ogni giorno, compresi due ammonimenti finali riguardanti, invece,  le abitudini da evitare.

 

1. Scegliere la suoneria perfetta

Il passaggio tra sonno e veglia è una fase essenziale per un buon risveglio. Uno studio del Royal Melbourne Institute of Technology, in Australia, ha dimostrato che esiste un rapporto diretto tra la suoneria della sveglia e la riattivazione del cervello successiva al riposo notturno. Un suono piacevole, ben ritmato, o comunque amato dal proprietario della sveglia, fa sì che il suo risveglio sia più piacevole sul piano del benessere e dell’energia. La ricerca ha anche evidenziato come questo stato d’animo permanga per molto tempo, rendendoci più attivi e produttivi sul lavoro. In poche parole, il gradimento della suoneria della sveglia è direttamente proporzionale a un “buon risveglio” dell’attività cerebrale.

 

2. Leggere per permettere al cervello di svegliarsi con dolcezza

Che leggere faccia bene, lo sappiamo già. Ma nel momento delicato del risveglio, i suoi benefici aumentano: rimette in moto la mente e rilassa riducendo i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che di prima mattina raggiungono il picco massimo. Bastano pochi minuti, scientificamente sei, come dimostra una ricerca dell’Università del Sussex. La lettura ammortizza una transizione troppo “traumatica” tra sonno e veglia: è un potente antistress che stimola la memoria e la concentrazione. In più, leggendo per qualche minuto la nostra mente può distrarsi, esplorando una grande varietà di luoghi e situazioni. Questo cocktail di benessere è l’ideale per un risveglio in tutta dolcezza.

 

3. Ascoltare la musica, che regala energia ed azzera lo stress

Al risveglio mente e corpo si riattivano ed è importante che lo facciano nel modo più gradevole possibile. A livello cerebrale, anche la musica si rivela un toccasana: stimola le zone adibite al piacere e la produzione di dopamina, contrastando il rilascio di cortisolo. La musica regala un senso di benessere psicofisico immediato. Riducendo il cortisolo, migliora la pressione arteriosa (avete notato che i valori massimi si raggiungono quando ci si alza dal letto?) e la frequenza cardiaca. Un ritmo incalzante, inoltre, è un’ottima fonte di energia: non c’è niente di meglio per un inizio giornata all’insegna del buonumore.

 

4. Detergere il viso e poi sciacquarlo con l’acqua fresca

Arriva il momento della cura personale, che può essere una doccia o l’indispensabile pulizia del viso. Mi soffermo su quest’ultima, perchè ci offre l’occasione di approfondire qualcosa di molto interessante. Nello specifico, l’importanza dell’acqua durante la beauty routine. Anche se utilizzate il latte detergente, non dimenticate mai di sciacquarvi il viso con l’acqua fresca: lo shock termico lo “sferza” favorendo un risveglio completo; inoltre, elimina qualsiasi residuo di sebo e cellule morte depositatisi sulla pelle durante il sonno. L’acqua fresca stimola il sistema nervoso, ha un’azione tonificante, rimuove le impurità e combatte il gonfiore. Per un risveglio perfetto, non si può farne a meno.

 

5. Bere acqua per purificare l’organismo

Un bicchiere d’acqua a digiuno, appena svegli, per l’organismo ha un effetto portentoso: reidrata il corpo, elimina le tossine, attiva il metabolismo e favorisce la diuresi. L’acqua, dopo le ore di immobilità notturna, stimola anche la motilità intestinale. Non occorre soffrire di stitichezza, basta sapere che è in grado di “spronare” la peristalsi contribuendo a una buona digestione e alla regolarizzazione delle funzioni dell’apparato digerente.

 

6. Posticipare la tazzina di caffé

La prima cosa che fate appena svegli è prepararvi un buon caffé? Fareste meglio a modificare quest’abitudine, o quanto meno a posticiparla. Di prima mattina, a stomaco vuoto, bere caffè non è precisamente l’ideale. La caffeina, una sostanza eccitante che va a stimolare il sistema nervoso centrale, interferirebbe con il rilascio di cortisolo, che (come abbiamo già visto) in quelle ore raggiunge i suoi livelli più elevati. Il cortisolo, predispondendo il corpo al risveglio, provoca in noi una tensione continua, uno stato di costante allerta. L’abbinamento con la caffeina, dunque, darebbe luogo ad ansia e  nervosismo in dosi massicce. Bere caffè a digiuno, inoltre, può irritare la mucosa gastrica a causa dell’eccessiva quantità di acido cloridrico stimolata dal consumo della bevanda. La soluzione? Bere caffè un’ora dopo il risveglio, allungandolo magari con un dito di latte.

 

7. Fare una colazione sana e consumarla con la dovuta calma

Il pasto del mattino è fondamentale, ci dà la giusta carica per affrontare la giornata. E’ proprio per questo che la colazione ideale dovrebbe includere un calibrato mix di nutrienti, proteine, vitamine e minerali: frutta secca, miele, frutta di stagione, latte, pane integrale, cereali come i fiocchi d’avena (ricchi di fibre, grassi buoni e carboidrati). Imprescindibili poi lo yogurt o lo yogurt greco, da alternare al kefir, per rafforzare il sistema immunitario e mantenere l’intestino in perfetta salute. A proposito di miele: usatelo anche come dolcificante, sostituendolo allo zucchero bianco.

 

8. Risvegliare il corpo con lo stretching

Dedicare qualche minuto all’attività fisica è super salutare: non solo fa bene al corpo, ma il rilascio di serotonine ed endorfine che stimola è in grado di attirare una ventata di sana euforia. Lo stretching è perfetto, risveglia il corpo attivando la circolazione e contrastando la tensione muscolare. Quando si parla di training del mattino, tuttavia, ognuno di noi conosce l’attività che più gli si confà: che sia una mini-sessione di yoga, una serie di esercizi a corpo libero o una passeggiata dalla propria casa al luogo di lavoro. Un consiglio? Provate il tai-chi, l’antica arte marziale cinese dai movimenti fluidi e studiatamente lenti. E’ come meditare in movimento, riduce lo stress e migliora la flessibilità delle articolazioni.

 

9. NON incollarsi allo smartphone appena ci si sveglia

I neurologi concordano nel dire che la dipendenza da smartphone produce effetti negativi soprattutto al risveglio: il controllo delle e-mail in arrivo, il conteggio dei like, il suono delle notifiche ci catapultano troppo aggressivamente nella fase di veglia, favorendo l’insorgere dell’ansia e influenzando in modo negativo il nostro umore.

 

10. NO al caffè al volo prima di uscire di casa

Un caffè veloce a stomaco vuoto, di corsa, non accompagnato dalla prima colazione, è un’abitudine da evitare: oltre alle interferenze con il cortisolo e i disturbi gastro-intestinali che può provocare (vedi al punto 6), va detto che il caffè, se consumato a digiuno, rallenta il metabolismo, favorisce i picchi glicemici ed è privo dei nutrienti indispensabili per iniziare la giornata.

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“Autunno dalle mani d’oro”, una poesia di José Hierro

 

Autunno dalle mani d’oro.
Ceneri d’oro le tue mani lasciarono cadere sulla strada.
Già ritorni a camminare per i vecchi paesaggi deserti.
Stretto il tuo corpo per tutti i venti di tutti i secoli.

Autunno dalle mani d’oro:
con il canto del mare che rimbomba nel tuo petto infinito,
senza spighe né spine che possano ferire il mattino
con l’alba che bagna il suo cielo nei fiori del vino,
per dare allegria a chi sa che vive
di nuovo sei venuto.
Con il fumo e il vento e il canto e l’onda tremante
nel tuo grande cuore acceso.

(da “Alegría”, edizioni Adonais, 1947)

 

Freedom parte 3: boho on the beach

 

Quelli che non si muovono, non si accorgono delle loro catene.
(Rosa Luxemburg)

Terza parte, seppur dilazionata nel tempo, di una photostory memorabile di MyVALIUM: “Freedom”, “libertà”, intrisa di reminiscenze hippie e inneggiante a un’emancipazione che spaziava dalle atmosfere estive all’era post-pandemica. Oggi riprenderemo il tema dell’estate, diluendo i riferimenti hippie a favore di un boho più contemporaneo e immortalato in un ambiente ben preciso, la spiaggia. La spiaggia vista come terra di mezzo, spazio che collega la terraferma e il mare; un luogo di transizione, un tragitto obbligato per chiunque desideri salpare. Salpare nel concreto o tramite l’immaginazione. L’importante è muoversi, evolvere, andare avanti, progredire…con il corpo o con la mente fa lo stesso. Perchè, proprio come disse Rosa Luxemburg, “Quelli che non si muovono, non si accorgono delle loro catene”.

 

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La colazione di oggi: il Golden Milk, latte d’oro dalle mille virtù della medicina Ayurveda

 

La rubrica “La colazione di oggi” ritorna proponendovi la perfetta bevanda autunnale: avete mai sentito parlare del Golden Milk? Proviene dall’India ed appartiene alla tradizione della medicina ayurvedica. Non stupisce, quindi, che in Oriente venga considerata un must per il benessere psicofisico. Il Golden Milk è energetico, nutriente, ricco di proprietà salutari per l’organismo. Ma di cosa si tratta, esattamente? Scopriamolo insieme. Il Golden Milk è una bevanda a base di curcuma, la cosiddetta “spezia d’oro” (da qui il nome del latte) dalle molteplici virtù. In India, la curcuma è utilizzatissima; non è un caso che l’Ayurveda (la secolare medicina indiana dall’approccio olistico) ne abbia fatto un cardine dei suoi rimedi naturali. Anticamente, la ricetta del Golden Milk comprendeva il latte vaccino, la curcuma e il pepe nero, oggi si preferisce aromatizzarlo con dolcificanti come il miele e con latti vegetali, tipo quello di soia, di cocco o di mandorla. E’ dalla curcuma che derivano i maggiori benefici della bevanda: il suo principio attivo, la curcumina, può essere considerato un toccasana per l’organismo, ma per far sì che – essendo liposolubile – venga adeguatamente assorbito, deve accompagnarsi a un grasso (ecco il perchè del latte). Spezie quali il pepe nero o lo zenzero, invece, favoriscono il processo della sua metabolizzazione. Il corretto assorbimento e la biodisponibilità della curcumina, dunque, risultano fondamentali. Di ciò bisogna tenere conto al momento di variare la ricetta del Golden Milk, che deve possedere imprescindibilmente le suddette caratteristiche.

 

 

Il latte d’oro, bevuto molto caldo, è ottimo per la prima colazione. Può sostituire il classico caffè o il caffellatte, perchè regala una carica energetica perfetta per iniziare la giornata. Ma è anche  la bevanda ideale dei primi pomeriggi freddi: riscalda il corpo e tonifica l’organismo. Accompagnandola a una fetta di dolce o a dei biscotti, il suo gusto speziato ne esalterà il sapore.

 

 

Per capire meglio la valenza che ricopre il Golden Milk in Oriente, bisogna saperne un po’ di più sulle sue origini. Il latte d’oro nasce in India, ed è legato a doppio filo all’Ayurveda: questa ancestrale medicina indiana concepisce la salute come un perfetto equilibrio tra corpo, psiche e ambiente; in un simile connubio armonico, un ruolo chiave viene riservato all’alimentazione. Il latte d’oro, con le sue proprietà benefiche, si inserisce mirabilmente nella filosofia Ayurveda. Per raggiungere il benessere psicofisico, andrebbe bevuta una tazza di Golden Milk al giorno per almeno un mese di seguito. Le virtù della curcuma sono ormai note in tutto il mondo: questa spezia garantisce il benessere delle articolazioni, purifica il fegato, svolge una potente azione antinfiammatoria, rafforza il sistema immunitario e contrasta i malanni da raffreddamento. L’Autunno è la stagione ideale per imparare a conoscere il latte d’oro. Va bevuto bollente, assaporandolo sorso dopo sorso, perchè  è un’autentica delizia per il palato.

 

 

Agli ingredienti di base del Golden Milk, possono esserne affiancati altri a nostro piacimento; sempre tenendo presenti, comunque, le esigenze di assorbimento e metabolizzazione della curcumina. Ricapitolando, la ricetta del latte d’oro ruota attorno alla curcuma in polvere, al latte vaccino o vegetale (soia, cocco, riso, mandorle e così via) e al pepe nero macinato. Per personalizzare il gusto della bevanda, potete sbizzarrirvi a utilizzare ulteriori spezie o erbe aromatiche e dolcificare il tutto con il miele o gli sciroppi più golosi in circolazione.

 

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Davanti al mare: quel profondo senso di benessere e di libertà

 

Il mare è libertà (come dicevamo ieri), il mare è benessere. Non solo fisico, ma anche mentale. Ed è un benessere che percepiamo attraverso i cinque sensi. Bisogna però fare una premessa: il paesaggio marino riveste un ruolo primario in quel senso di profonda serenità. L’ambiente, infatti, è ricco di ioni positivi e negativi. Gli ioni positivi risultano piuttosto dannosi per l’organismo e possono provocare insonnia, depressione, nervosismo, spossatezza, problemi alla tiroide; incentivano inoltre la produzione dei radicali liberi. Gli ioni negativi, massicciamente presenti negli ambienti contenenti acqua come le cascate, i temporali, le fontane e soprattutto il mare, sono invece altamente benefici per il corpo e la mente:  li stimolano e rilassano al tempo stesso, riequilibrando i livelli di serotonina prodotti dal cervello. Non dimentichiamo che la serotonina, detta anche “ormone del buonumore”, svolge una funzione chiave per il benessere fisico e mentale. Ed è stato scientificamente attestato che gli “spazi blu”, che beneficiano cioè della vicinanza dell’acqua, sono un autentico toccasana per la salute psico-fisica delle persone, poichè riducono lo stress e l’ansia con effetti positivi sull’umore.

 

 

Passiamo ora al rapporto tra il mare e i cinque sensi. Partiamo dalla VISTA: ammirando l’orizzonte sconfinato, perdiamo lo sguardo nell’immensità del mare. E’ un’esperienza rigenerante, che amplifica la nostra percezione visiva. Anche da questo aspetto ha origine il senso di libertà che proviamo davanti alla distesa marina; avvezzi come siamo a spazi ristretti come quelli del display del nostro smartphone, della TV o dei locali che straripano di gente, ritroviamo il piacere di osservare l’infinito. Abbandoniamo il caos, la frenesia quotidiana per immergerci in sensazioni di totale armonia con il cosmo, di benessere e relax. L’andirivieni ipnotico delle onde ha un effetto rilassante per la vista e per la mente, favorisce la meditazione. Non è un caso che, al tramonto, molti abbiano l’abitudine di praticare yoga in riva al mare.

 

 

Arriviamo dunque all’UDITO: il flusso ritmico delle onde coinvolge anche la nostra percezione degli stimoli uditivi. Il mare è calma e potenza a un tempo, e l’infrangersi delle onde sulla riva ne descrive entrambi gli aspetti. Questa melodia, magnetica e cadenzata, viene chiamata rumore bianco: include tutte le frequenze dello spettro del suono che interagiscono tra loro in perfetta sintonia. Il rumore bianco accarezza il nostro udito, ci avvolge nella sua magia. Racchiudendo tutte le lunghezze d’onda, attutisce qualsiasi rumore presente ed è in grado di stimolare le onde alfa, che il cervello produce in condizioni di profonda calma e rilassamento. Non solo udito, quindi: il rumore bianco favorisce un’esperienza distensiva a tutto campo.

 

 

L’OLFATTO beneficia, da sempre, dell’inconfondibile odore marino e di tutti i sali minerali che impregnano l’aria di mare. Innanzitutto lo iodio, fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei, ma anche il calcio, il magnesio, il silicio, il potassio e il cloruro di sodio. Il profumo del mare è talmente unico e inebriante da aver ispirato innumerevoli fragranze che rievocano le atmosfere balneari.

 

 

Parlando del TATTO, non posso che far riferimento a una photostory pubblicata di recente, “A piedi nudi”, dove descrivo quanto risulti salutare  camminare a piedi scalzi lungo la battigia. In questo caso entrano in gioco la sensazione di libertà così come l’apparato circolatorio e l’ossigenazione sanguigna, stimolati dalle lunghe passeggiate in riva al mare. Ma non solo: il contatto del piede con l’acqua marina allevia lo stress e promuove una sensazione di relax tale da risultare estremamente proficuo per chi soffre di disturbi da dipendenza o correlati ad eventi traumatici.

 

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