“Lo spiraglio dell’alba”, una poesia di Cesare Pavese

 

Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell’alba
sommergono le case.

La città rabbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell’alba,
cigolío della brezza,
tepore, respiro –
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

 

(da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951)